Jeff Zatkoff’s Blog Post Game 5

Ecco le emozioni raccontateci dal nostro goalie Jeff Zatkoff nel suo ormai puntuale ed interessante Blog.

“Le emozioni a Pittsburgh per gara 5 sono state incredibili. Sono abbastanza sicuro che metà della città stava giocando la nostra partita nelle loro teste durante l’arco della giornata lavorativa.

Come ho lasciato casa al mattino c’erano già persone fuori dall’Arena che tenevano i loro posti per guardare la partita sul grande schermo … che sarebbe iniziata fra più di 8 ore!!

E ‘stato detto più volte, ma non posso fare altro che continuare ad elogiare il sostegno che questa città ha fornito alla nostra squadra durante i playoff. Venite a vedere una partita a Pittsburgh e vedrete cosa intendo.
A questo punto, tutti i giornali, tifosi, giocatori ed allenatori hanno analizzato ed esaminato quanto successo in gara 5. A mio avviso tutto questo è totalmente inutile. Questa è la finale della Stanley Cup. Ci sono in competizione per il premio finale due grandissime squadre e sapevamo che sarebbe stata una serie dura, con la possibilità di vittorie a sorpresa. Quindi, piuttosto che sedersi qui e continuare a parlare delle statistiche di una gara conclusa, ho intenzione di passare alla previsione della prossima sfida.

Gara  6 sicuramente sarà un’altra battaglia. Le chiavi del successo restano invariate e sono comprese da tutti nello spogliatoio.

L’ultima partita ci ha lasciato ancora più motivati ad arrivare in California per chiudere la serie. Abbiamo questa possibilità Domenica e nessuno di noi vuole perderla.

Prima di lasciarvi oggi, c’è un sassolino che voglio togliermi dalla scarpa. Sembra come se nessuno della NHL mi stia prendendo sul serio come un blogger. Le mie credenziali di stampa devono ancora essermi date, tant’è che probabilmente anche per gara 6 dovrò accontentarmi di uno sgabuzzino nell’Arena di San Jose e non della tribuna, dove guarderò la partita con un ritardo di almeno 10 secondi, sinceramente non è una bella situazione per un membro della squadra che si sta giocando la Coppa.

Non preoccupatevi però, sono un vero professionista e prometto di non mollare ma di continuare nel mio lavoro!”

Jeff Zatkoff

Jeff Zatkoff’s Blog post gara 4

Jeff Zatkoff, il nostro terzo portiere, sta scrivendo un blog che pubblica costantemente nel sito ufficiale dei Pittsburgh Penguins; ecco l’ultimo esposto tratto nell’immediato post gara 4 e post vittoria che ci porta ad 1 passo dalla Stanley Cup:

“Credo che tutti i tiri che ho lasciato segnare ad Eric Fehr su di me negli allenamenti abbiano finalmente dato i loro frutti! E ‘stato il momento decisivo per noi, grazie ad un grande passaggio di Carl Hagelin e con soli 2:02 restanti.

San Jose stava davvero spingendo forte, ma quel gol ci ha dato un po’ di respiro, necessario per vincere la partita.

E’ ovviamente stata una grande partita per noi. Sappiamo quanto sono buoni gli squali in casa ed abbiamo voluto venire via dal SAP Center con un divario, non incolmabile, ma importante. Non posso dire abbastanza su quanto bene stiano giocando i ragazzi.

E ‘ovviamente una grande vittoria per noi, ma sappiamo di avere ancora un sacco di lavoro da fare. Sono una grande squadra e vincere l’ultima partita di una serie è sempre la sfida più grande.

Noi non viaggiamo a casa dopo la partita. Abbiamo trascorso la notte a San Jose, in modo da non arrivare a casa alle 05:00 ET. Partendo il giorno dopo ci permette di ottenere un buon riposo notturno e di recuperare poi le ore di fuso orario che ci sono dalla California alla Pennsylvania durante il viaggio.

So che un sacco di ragazzi come farlo in questo modo, soprattutto Matt “QC” Cullen, dal momento che lui è un po ‘più grande. Ha 39 anni!

Noi lo chiamiamo “QC” o “Quirky Cully” perché ha un bel paio di stranezze che ha raccolto nel corso della sua carriera. Egli usa un’impugnatura da tennis sulla parte superiore della stecca. Immagino che questa stranezza spieghi il perché ha un rovescio simile a quello di Roger Federer.

Onestamente, però, Cully è stato notevole per noi in questa stagione. E ‘stato una roccia nella nostra lineup. Costantemente vince grandi faceoff, blocca tiri e segna qualche goal importante.

Vorrei avere 18 anni in questo momento, per fare tesoro di queste stranezze ed usarle poi nella mia carriera…ora invece dovrei giocare fino a 50 anni per metterle in uso e sinceramente non credo accada.

Sarà bello avere un giorno di riposo per ricaricarsi. Abbiamo ancora un sacco di lavoro da fare!

A presto.”

Jeff

Malkin ci porta ad un passo dal Paradiso!!

“Odio perdere più di quanto ami vincere” è una frase tratta dal celebre film, uscito nelle sale cinematografiche nel 2011, “L’arte di vincere”; uno splendido Brad Pitt si immerge nel mondo del Baseball impersonando il General Manager degli Oakland Athletics, Billy Beane, in una storia realmente accaduta di cui non vi anticipo nulla consigliandovene solamente la visione.

Evgeni Malkin sembra essere lo stereotipo di uomo che impersona alla perfezione questa frase; quasi abulico durante gran parte di questa finale, il 29enne di Magnitogorsk si prende il palcoscenico proprio nel momento in cui San Jose avrebbe dovuto approfittare dei primi scricchiolii in casa Penguins a seguito della cocente sconfitta arrivata in gara 3 all’overtime con un goal nato proprio da una defezione difensiva del forte russo con il #71 sulle spalle che si lascia colpevolmente scappare il futuro marcatore Donskoi, che batterà con un tiro tanto preciso quanto beffardo un altrettanto colpevole Matthew Murray, reo confesso nel post partita di essersi abbassato troppo presto alla ricerca della copertura bassa della gabbia salvo poi farsi infilare nell’angolo alto.

Tutto questo rappresenta il passato, il possente centro di Pittsburgh durante le interviste del post gara confessa di non essere troppo frustrato dalle sue prestazioni, che se non segna come vorrebbe non è un problema, poichè il suo apporto a tutto campo aiuta in ogni caso la propria squadra; vero, ma quando hai sulla coscienza un goal sbagliato clamorosamente 4 minuti prima della rete decisiva qualcosa di negativo dovrebbe comunque passarti per l’anticamera del cervello.

Non è il caso di Malkin. Non è il caso di Murray, imbattuto la gara seguente ad ogni sconfitta in questi playoff.

GAME 4: Penguins @ Sharks 3-1 (Pittsburgh lead series 3-1)

Ad aumentare i decibel del SAP Center di San Jose ci pensano subito James Hetfield e Kirk Hammett, frontman e lead guitar dei Metallica, grandissimi fan degli Sharks, che mandano in visibilio il pubblico di casa con una versione musicale eccezionale dell’inno Statunitense.

San Jose spera di iniziare in maniera rock questa gara 4 ma deve fare i conti con la difesa ottimamente piazzata di Pittsburgh che nei primi minuti di gioco respinge gli assalti degli squali con i canonici block ad ogni tiro tentato dalla blu da Burns & co. e muovendosi bene alla balaustra, oltre a tre ottime risposte del goalie Murray su Pavelski, Thornton e Burns; ciò che ne consegue è che al primo rallentamento da parte dei padroni di casa la velocità del team di Sullivan mette immediatamente a dura prova Jones. 

Rust scippa un disco in zona offensiva e serve un cioccolatino all’accorrente Dumoulin il quale però si fa ipnotizzare da Jones che con un pezzo di spalla e una buona dose di fortuna riesce a mantenere la sua porta inviolata alla prima reale opportunità concessa dai suoi compagni ai Penguins; ma la spia rossa nella macchina pilotata dalla panchina da coach DeBoer si accende subito, Malkin si vede arrivare addosso 3 uomini, niente paura, il #71 ha spalle larghe e serve il puck a Phil The Thrill Kessel che senza pensarci troppo lascia partire il più classico dei tiri “da rebound”, Jones respinge anche bene, lateralmente, sfortunatamente per lui la zona destra del ghiaccio viene ignorata da ogni elemento in casacca verde che scelleratamente stavano compiendo un cambio di linea assai rivedibile, Ian Cole (ancora a secco di goal in questi playoffs) colpisce di prima senza lasciare scampo al goalie che deve inchinarsi di fronte alla velocità dei frombolieri di Pittsburgh, primo goal per Cole, primo punto in questa serie per il tanto criticato Malkin.

1-0 dopo soli 7 minuti e 36 secondi di gioco e Penguins che ancora una volta passano in vantaggio; l’ultima partita in cui Pittsburgh andò sotto nel punteggio fu gara 4 delle Conference Final quando Tampa Bay riuscì ad infilare per prima il puck in rete, stiamo parlando di un avvenimento che non accade da 435 minuti e 56 secondi di gioco!

538435026_slide

Festeggiano i Penguins, a passare in vantaggio per primi ancora una volta sono loro

Il primo periodo scorre piacevole, ma senza grandissimi pericoli per entrambi i portieri nonostante le due squadre debbano difendersi in situazioni di inferiorità numerica che però non portano a nulla.

Il secondo periodo invece presenta quasi subito una ghiotta opportunità alla formazione ospite: Melker Karlsson compie un interferenza vistosa su Eric Fehr e permette alla squadra di Sullivan di giocarsi il secondo powerplay di serata; la statistica in questa Finale di Stanley Cup appare impietosa sugli schermi delle televisioni di tutto il mondo, un 0/7 molto negativo per Pittsburgh che non fa nemmeno tempo a scomparire per venire immediatamente smentita, Letang e Kessel si scambiano un paio di volte il disco, il #81 guarda la porta, nota alla sinistra di essa il perfetto posizionamento da “tap in” del compagno Evgeni Malkin, scaglia un tiro che sa di passaggio che il russo devia facendo carambolare il puck alle spalle di un incolpevole Jones.

E’ 2-0 Pittsburgh e la botta si fa sentire.

538436212_slide

Finalmente Geno! Tap in facile facile di fronte la gabbia e 2-0 Pittsburgh su assist delizioso di Kessel; loro due sono stati i trascinatori dei Penguins in questa dura gara 4

Passano pochi secondi ed ancora Kessel serve un assist al bacio per Justin Schultz anch’egli ancora a secco in questi playoff, ma il #4 dei Penguins non è ancora pronto per tale avvenimento e scarica il suo tiro sul palo alla destra di Jones; San Jose sembra un pugile messo all’angolo dal suo avversario, altra ripartenza, questa volta a far male ci prova la quarta linea con Tom Kuhnhackl che si invola verso la porta, sfrutta lo screen di un difensore per scagliare un gran tiro che colpisce nuovamente quello stesso identico cm di porta difeso fortunosamente da Jones, palo, clamoroso, e Sharks che quando l’arbitro sta per battere il decimo colpo di mano al tappeto riescono a levarsi di dosso il nemico, rialzandosi!

Pittsburgh non ammazza la partita e basterebbe poco per riaccendere la fiaccola di speranza per San Jose, ci prova Tierney ma anch’egli è sfortunatissimo, il suo tiro preciso batte Murray ancora una volta baciato dalla fortuna, traversa piena e risultato che rimane sul 2-0 sino al termine del periodo, nonostante un’opportunità di powerplay fallita dal team di DeBoer ed una clamorosa occasione capitata sulla stecca di Logan Couture, dopo una scellerata uscita di zona mancata da Letang (forse per colpa di un ghiaccio assai difficile come quello della California), il cui tiro che sarebbe terminato in rete viene parato con la spalla destra da un sontuoso Murray. 

Si rientra per gli ultimi 20 minuti di gioco con una squadra disposta al totale sacrificio, Pittsburgh, ed una con la bava alla bocca alla ricerca disperata di quel goal che riaprirebbe discorsi mai presi realmente in considerazione dopo aver disputato più della metà dei minuti di gara.

E’ un assedio di San Jose che bombarda sin da subito la gabbia difesa ottimamente da Matt Murray, il quale sembra un veterano per come risponde sempre presente ogni qualvolta venga messo sotto pressione.

Pavelski per ben 2 volte va vicinissimo al goal, ma il #30 dice di no al capitano di San Jose che rimane così ancora una volta a bocca asciutta.

A riaprire il match ci pensa un sciagurato turnover dell’altro capitano di franchigia, Sidney Crosby, parso sottotono in queste ultime due partite, scaglia un disco che avrebbe potuto tranquillamente controllare dalla parte sinistra alla parte destra del ghiaccio, non tenendo conto della pressione altissima da parte dei terzini di San Jose che recuperano tale disco prima che esso esca dalla zona offensiva, Polak e Dillon si prendono una piccola rivincita per quanto combinato in gara 2, scambiano bene il puck prima di scagliarlo verso la porta difesa da Murray, ennesimo block della difesa di Pittsburgh, ma ancora Crosby si dimentica di marcare il proprio uomo, Melker Karlsson che cadendo sul ghiaccio colpisce con tutta la sua forza il puck facendolo terminare alle spalle del goalie dei Penguins che dopo numerosi tentativi deve soccombere, riportando in vita i padroni di casa.

Ci provano gli Sharks, ma questa volta però Pittsburgh non commette alcun errore in zona difensiva ed appena può prova a chiudere la gara; non ci riesce Matt Cullen sul cui tiro Jones compie mezzo miracolo, ci riesce invece Eric Fehr che lanciato ottimamente da Carl Hagelin ha tutto il tempo di mirare e colpire a botta sicura il puck facendolo terminare all’incrocio dei pali e consentendo in questo modo alla sua squadra di poter vincere per la prima volta nella storia la Stanley Cup di fronte al pubblico amico: le altre tre volte infatti sono state conquistate in terra nemica, nel 1991 in Minnesota, nel 1992 a Chicago e nel 2009 a Detroit.

Sidney Crosby ai microfoni subito dopo il termine della gara ricorda come “sia stato importante partire bene; il goal ci ha dato grande fiducia, rilassandoci e giocando come sappiamo fare; l’apporto di Kessel e Malkin è stato straordinario quest’oggi, ci hanno regalato una grande opportunità che cercheremo in ogni modo di coglierla.

Il Consol Energy Center di Pittsburgh è già caldo per giovedì.

La Stanley Cup che quest’oggi era stata mostrata alla gente della California, sarà presente nell’Arena con la possibilità di vederla alzata dal capitano meno amato dalla gente fra i 30 totali della NHL con il #87 sulle spalle di fronte al pubblico di casa che invece lo ama e lo idolatra ogni qualvolta tocchi il disco.

Sarà Pittsburgh contro San Jose ancora una volta, la più importante, la più scottante, la più entusiasmante, la più determinante.


#atelalineaFrancesco


BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

SHARKS VITTORIOSI ALL’OVERTIME: SERIE SUL 2-1

“Amo gli adolescenti perchè tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta”; Jim Morrison, storico leader dei The Doors, scrisse questa frase almeno una cinquantina d’anni fa, quando sia Pittsburgh Penguins che San Jose Sharks non erano nemmeno nate.

Gara 3 è la prima volta per San Jose, gara 3 è la prima volta per Joonas Donskoi, gara 3 è la prima volta perMatthew Murray: gli Sharks trovano la loro prima vittoria assoluta in una serie finale, e lo fanno conquistando la prima vittoria al fronte di quattro tentativi andati male all’overtime in questi playoff, il 24enne rookie finlandese timbra il suo primo goal assoluto nelle Finals, mentre il 22enne goalie di Pittsburgh sarà criticato da media ed addetti ai lavori nel dopo gara per due reti subite che gridano vendetta.

Questa finale di Stanley Cup 2016 prosegue dunque a regalarci colpi di scena e prime volte anche in quest’ultima sfida, terminata quando i cinguettii degli uccellini e l’alba nel bel paese ci stavano prendendo per mano accompagnandoci al rush finale.

Andiamo a raccontare ciò che i nostri occhi hanno visto nella notte italiana fra sabato e domenica, era quasi un“win or die” per San Jose che sotto 2-0 nella serie non poteva assolutamente sbagliare, solamente una franchigia nella storia della NHL infatti è riuscita a rimontare in finale di Stanley Cup dal risultato di 0-3 portando poi a casa l’ambitissimo trofeo, stiamo parlando di una serie vecchia di 74 anni, disputata fra Detroit Red Wings e Toronto Maple Leafs, con i canadesi artefici del “miracolo”.

538117388_slide

Lo spettacolo messo in atto nel prepartita allo Shark Tank, la tana degli squali ha trascinato San Jose alla vittoria in questa gara 3, meritatamente

GAME 3: Penguins @ Sharks 2-3 OT (Pittsburgh lead series 2-1)

Il Sap Center di San Jose, pieno in ogni ordine di posto, regala uno spettacolo da brividi come intro ad una gara che di brividi ne regalerà parecchi; le luci accecanti dell’Arena accompagnano l’ingresso sul ghiaccio delle due squadre che solo in un elemento non sono le stesse di quelle viste in gara 2: Tomas Hertl infatti non sarà della partita a causa di una lower body injury, al suo posto in prima linea viene spostato William Karlsson ed in quarta viene ributtato nella mischia Dainius Zubrus dopo l’esclusione nell’ultima partita.

E’ un duro colpo per San Jose, proprio Hertl infatti nelle prime due sfide della serie è risultato essere uno dei migliori della formazione allenata da coach DeBoer.

L’inizio non è dei migliori per i padroni di casa che dovrebbero spingere sin da subito nell’acceleratore, ma ilforecheck di Pittsburgh si fa sentire e mette in crisi la difesa Sharks che prima resiste in inferiorità numerica (high sticking di Ward su Sheary) poi però alla prima vera occasione (dopo 5:29 di gioco) soccombe: pasticcio di Martin Jones che non riesce a stoppare un disco innocuo dietro la gabbia consentendo la giocata prima a Matt Cullen, il cui tiro però non impensierisce più di tanto il goalie e poi ad Eric Fehr che da ottima posizione spedisce il disco a lato, Dillon spazza l’insidioso puck proprio nella posizione conquistata da Ben Lovejoy che non ci pensa due volte, scaglia un tiro che senza dubbio finirebbe fuori dallo specchio della porta, ma la gamba sinistra di Roman Polak devia il disco che si infila beffardamente alle spalle di un colpevole Jones.

1-0 Penguins ed Arena ammutolita.

Passano appena quattro minuti nei quali Pittsburgh sembra padrona del ghiaccio e Justin Braun, servito da Thornton dopo un bel lavoro alla balaustra di Karlsson, scaglia dalla blu un tiro sul quale Murray coperto dal compagno di squadra Letang non vede partire ne tanto meno arrivare, goalie immobile e risultato che torna in parità alla prima reale occasione da goal per San Jose. E’ il secondo goal consecutivo per il difensore di San Jose, secondo totale in questa post season.

Da quell’istante si genera il momentum a favore degli Sharks che iniziano a pressare altissimo, bombardare di hit ogni avversario (Letang e Crosby i maggiori candidati) ed a generare occasioni da goal; tutta questa pressione però rischia di ritorcersi contro quando Paul Martin sbaglia clamorosamente un tempo di gioco lasciando un’autostrada sul suo lato del ghiaccio a Phil Kessel, il quale però si fa ipnotizzare da Martin Jones che si riscatta alla grande dopo un’inizio piuttosto titubante.

Si va al primo riposo sul risultato di parità, giusto per ciò che si è visto sul ghiaccio nei primi 20 minuti.

Alla ripresa invece ciò che vedremo ha dell’incredibile, per tutto il secondo periodo infatti San Jose bombarda Murray, andando vicinissima al goal prima con Brent Burns (assist meraviglioso di Karlsson) il cui tiro però viene stoppato alla grande dal goalie di Pittsburgh, poi con Joel Ward lanciato in un due contro uno da un’servizio ottimo di Tierney, poi con Logan Couture la cui conclusione termina sul palo interno alla sinistra di Murray ed uscire fortunosamente dalla zona rischio dopo un rimbalzo sul pattino di Fehr ed infine ancora una volta con Burns in situazione di powerplay trovando sempre pronto però il goalie Murray a dire di no.

Ecco così che oltre al danno, a 53 secondi dal termine di un tempo pressochè dominato (un paio di occasioni sono arrivate anche per Pittsburgh con Kunitz ed Hornqvist stoppati entrambi da un ottimo Jones), arriva la beffa: Lovejoy scaglia un tiro dalla blu, Patric Hornqvist, posizionato come sempre di fronte alla gabbia, lo devia di quel tanto che basta per farlo finire alle spalle di Jones, incolpevole stavolta e nuovamente battuto, riportando così avanti a sorpresa Pittsburgh.

E’ l’ultima emozione del secondo periodo? Assolutamente no, ad un decimo di secondo dal suono della sirena Joonas Donskoi da posizione favorevolissima sparacchia malamente il puck sulla balaustra a Murray battuto; in tutta la gara i tiratori di San Jose cercano di colpire l’angolo alto a sinistra del goalie di Pittsburgh, spesso coperto “malino” dal 22enne rookie statunitense, sbagliando troppe volte la mira. Tutto rimandato dunque nel terzo periodo.

Pittsburgh quando chiude in vantaggio dopo 2 tempi è 49-0-1 in tutto l’arco della stagione con l’unica sconfitta arrivata all’overtime di gara 5 delle Finali di Conference.

Nei primi minuti sembra tenere a bada le avanzate degli squali, ecco però che si genera il momentum che indirizza la gara verso San Jose: Nick Bonino colpisce al volto con la stecca Joe Thornton, 4 minuti di penalità ed artiglieria pesante Sharks sul ghiaccio alla ricerca disperata del goal del pareggio.

Sono 3 minuti e 50 di bombardamenti, murati splendidamente dalla difesa Penguins (che chiuderà con ben 38blocked shots) che si concede però il lusso di tentare la sfuriata offensiva nonostante l’uomo in meno: è un errore che viene pagato a caro prezzo, Letang infatti non controlla il puck in attacco e consente la ripartenza in 3 contro 2 a San Jose con Joel Ward che appena entra nel terzo offensivo tenta, senza grandi speranze, la botta dalla distanza, errore clamoroso di Murray che manca l’intervento apparentemente molto semplice con il guantone e permette al puck di infilarsi alle proprie spalle con la gara che ritorna in parità ad 1 secondo dal termine della penalità inflitta a Bonino; incredibile come si sia generata questa occasione dopo che tutti gli elementi sul ghiaccio schierati in penalty kill da coach Sullivan avevano sacrificato anima e corpo alla difesa del vantaggio, talvolta però la mentalità offensiva di Pittsburgh è un’arma a doppio taglio e questo è il più classico dei rovesci della medaglia.

538144562_slide

Matt Murray raccoglie desolato il puck finito clamorosamente alle sue spalle da un innocuo tiro dalla blu scagliato “ad occhi chiusi” da Joel Ward: primo vero erroraccio del goalie di Pittsburgh in questi playoff che si ripeterà in occasione del goal vittoria per San Jose…una serata da dimenticare in fretta per il 22enne

Paradossalmente il goal che dovrebbe rigenerare San Jose e stendere l’umore di Pittsburgh riporta invece a galla i patemi degli Sharks visti nelle prime due gare di questa serie.

I Penguins imbrigliano San Jose con la loro velocità e rischiano di vincere la gara a pochi secondi dal termine dei tempi regolamentari con un tiro di Kris Letang parato con il gambale da un monumentale Martin Jones che rimanda così il verdetto per la seconda volta consecutiva ai tempi supplementari.

Come spesso accade con Pittsburgh l’overtime non può durare molto, l’hockey veloce imposto da Sullivan genera opportunità e troppe volte concede agli avversari occasioni ghiotte, la prima arriva dopo meno di un minuto dalla stecca di Burns che con una botta dalla blu scalda i gambali di Murray, abile a dire di no anche ai successivi tentativi sul rebound di Thornton e Couture.

Passano 5 minuti apparentemente tranquilli ed ecco che Letang colpisce da lontano, Jones salva ma non potrebbe nulla sul tap in volante di Nick Bonino che per questione di centimetri non entra in porta lasciando vivi i sogni di San Jose.

E’ un overtime bellissimo, altro capovolgimento di fronte ed il disco della vittoria è sulla stecca di Jumbo Joe Thornton ma ancora una volta Murray stoppa il barbuto attaccante alla ricerca disperata del primo goal in queste Finals.

Passano 30 secondi ed una carica di Kunitz alla balustra costringe all’errore Vlasic, il disco arriva incredibilmente a due passi da Jones, per il miglior Evgeni Malkin sarebbe un gioco da ragazzi infilarlo in rete, per questo Malkin non è una novità invece mancare il pieno impatto col disco facendolo finire clamorosamente fuori dallo specchio della porta; è la più classica delle sliding doors, passano solo 4 minuti e Joonas Donskoi (dopo un lavoro fondamentale in forecheck di Karlsson, vero fattore in questa gara 3) batte con un tiro carico di furbizia e tecnica sul suo palo un Matt Murray ancora una volta colpevole, è finita, gli Sharks sono vivi e possono tirare un gran sospiro di sollievo dopo essersi goduti l’esplosione di tutta l’Arena carica di gioia per la prima vittoria in una serie finale.

Lunedì andrà in scena il quarto episodio di questa combattutissima sfida che potrebbe riportare il discorso in parità oppure lanciare Pittsburgh sul 3-1; per quanto visto quest’oggi possiamo dire che la vittoria degli Sharks è stata meritatissima, non lasci fraintendere il numero dei tiri in porta che racconta di un 42 a 26 a favore dei Penguins, San Jose ha creato tantissimo venendo stoppata come detto in precedenza per ben 38 volte dalla difesa di Pittsburgh prima che il puck potesse generare opportunità verso la gabbia di Murray.

Altro fattore della serata è stata sicuramente la marcatura quasi “a uomo” di Marc Eduard Vlasic su capitan Sidney Crosby, visto per la prima volta frustrato e assolutamente inoffensivo ogni qualvolta disponeva del puck; poche, anzi pochissime le occasioni create infatti dalla prima linea di Pittsburgh che comunque ha trovato la via del goal con Hornqvist ma non ha per nulla convinto durante l’arco dei 72 minuti; invano anche il tentativo di Sullivan di portare Malkin in linea con Crosby, troppo lontano dai giorni migliori il russo che si è fatto notare in positivo solamente per aver conquistato il 60% dei faceoff disputati, statistica nella quale troppe volte chiude le gare in negativo.

Joe Thornton al termine della gara racconta come possa essere stato “fondamentale l’apporto della gente, abbiamo sentito la loro fiducia verso di noi e finalmente siamo riusciti a tornare gli Sharks dei primi 3 turni playoff dimostrando di potercela giocare contro chiunque!“.

Basterà per riportare in parità la serie?


BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

SOTTO IL SEGNO DI BONINO: A NOI GARA 1!!

“L’intuizione di un istante talvolta vale una vita di esperienza”; apriamo la nostra analisi della prima gara valevole per la conquista della tanto sognata Stanley Cup con una citazione di Oliver Wendell Holmes, medico, scrittore ed insegnante statunitense degli anni ‘800.

L’intuizione arriva a 2 minuti e 33 secondi dal termine di una partita tiratissima che sembrava essere destinata a dover rimandare l’epilogo all’overtime: il #13 in maglia Penguins, Nick Bonino, sfrutta l’assist delizioso di Kris Letang e senza pensarci troppo, da posizione favorevolissima, tira cercando e trovando lo spiraglio necessario per battere un Martin Jones parso a tratti insuperabile per gli uomini di casa, portando nuovamente in vantaggio i Penguins e facendo esplodere il Consol Energy Center; con questa rete quasi “allo scadere” Bonino permette alla propria squadra di partire avanti nella serie finale di questi spettacolari ed impronosticabili playoffs 2016.

535916324_slide

Scambio di “pugnetti” nel prepartita fra Sid the Kid Crosby ed Evgeni Malkin: il primo danzerà nel ghiaccio creando pericoli a San Jose ogni qualvolta si presenti nel bel mezzo della sua linea, il secondo giocherà per tutta la gara a nascondino con Kessel, grandi assenti di gara 1 disputata nettamente sottotono da entrambe le “stelle” di Pittsburgh

GAME 1: Sharks @ Penguins 2-3 (PIT LEAD 1-0)

9005 giorni dopo aver calcato per la prima volta i ghiacci della NHL i San Jose Sharks sbarcano in finale di Stanley Cup, il sogno conquistato tramite tre turni disputati in maniera sontuosa dalla truppa allenata da coach DeBoer (non nuovo a queste sorprese visto che aveva condotto i New Jersey Devils nel 2012 alla finale poi persa contro i Los Angeles Kings) diventa ben presto un incubo dovuto alla famosa velocità furibonda imposta dalla banda Sullivan; i ragazzini terribili richiamati a stagione in corso dal coach di Pittsburgh (Rust e Sheary) danno quella profondità in più che negli anni passati la formazione della Pennsylvania non riusciva a mettere in atto nella post season.

Il primo periodo infatti è un dominio totale dei padroni di casa che non sfruttano il primo powerplay a favore sbattendo più volte sul corpo sempre ben posizionato di Martin Jones ma riescono a trovare il meritato vantaggio con il solito Bryan Rust abile ad infilare un puck vagante a seguito di una velocissima ripartenza chiusa con il tiro di Justin Schultz bloccato inizialmente da Marc Eduard Vlasic prima di venire come detto scaraventato in rete dal #17 di casa.

Per Rust si tratta della sesta rete in questa post season, record di franchigia per un rookie e record personale di realizzazioni se pensiamo che in 55 gare di Regular Season registrate in carriera il 24enne nativo del Michigan ha totalizzato solamente 5 reti.

Sulle ali dell’entusiasmo Pittsburgh preme sull’acceleratore ed una giocata pazzesca di capitan Sidney Crosby libera al tiro Conor Sheary, top shelf di una precisione chirurgica e Jones nuovamente battuto per il goal del 2-0 che arriva soltanto 62 secondi dopo la prima marcatura, ancora una volta ad opera di un rookie.

E’ la seconda volta nella storia delle finali per la Stanley Cup che le prime due realizzazioni della serie vengono realizzate da due rookie, la prima volta avvenne nel lontano 1924 quando Howie Morenz dei Montreal Canadiens timbrò una doppietta ai danni dei Calgary Tigers.

E’ show allo stato puro, Sidney Crosby smista dischi in quantità industriale in zona offensiva e quando l’87 è sul ghiaccio ogni elemento degli Sharks sembra intimorito, solamente Jones permette alla franchigia della California di non soccombere ulteriormente in un primo periodo che se dovessimo paragonarlo ad un film per San Jose sarebbe ovviamente “Nightmare” con Sid the Kid in versione Freddy Krueger, inafferrabile per la difesa ospite.

Dopo 20 minuti e la bellezza di 15 conclusioni indirizzate verso la porta di Jones si chiude il primo periodo e dopo la pausa a scendere sul ghiaccio del Consol Energy Center sono due nuove squadre.

Rinvigoriti probabilmente dalla strigliata del proprio coach, Pavelski & Co. finalmente prendono il pallino del gioco e mettono in mostra tutto ciò che di buono si era detto nelle varie anteprime della gara, in cui molti analisti ed esperti della NHL avevano definito come potessero essere proprio gli Sharks i reali favoriti per la conquista della Stanley Cup.

Ian Cole compie la sciocchezza che manda San Jose a disputare il primo powerplay della gara; non bastano 100 secondi disputati alla grande dalla formazione di casa per fermare la potenza degli squali in questo frangente,Tomas Hertl trova fortunosamente la deviazione di Olli Maatta che trafigge il proprio goalie Murray tentando invano di chiudere la linea di passaggio cercata dallo slovacco: pattino, five hole, 1-2 e gara riaperta.

San Jose spinge alla grande, tiene testa alle poche (rispetto al primo capitolo) avanzate dei padroni di casa che sbattono su un grande Jones e su un Paul Martin abilissimo nel chiudere gli spazi alla velocità di Kessel, Sheary e compagnia bella; così a meno di due minuti dal termine Patrick Marleau, alla sua prima apparizione in una finale di Stanley Cup a 19 anni dalla scelta al Draft del 1997, si avventa sul disco vagante a seguito della botta tentata dalla blu dal solito Brent Burns, aggira la gabbia difesa da Murray ed in backhand appoggia il disco sul gambale del portierino di Pittsburgh che se lo trascina beffardamente in gabbia, 2-2 e tutto da rifare, con la sensazione per il pubblico di casa che il peggio debba ancora avvenire.

Come l’acqua nel deserto arriva una penalità a togliere il momentum dal favore degli squali, capitan Pavelski sgambetta ingenuamente Dumoulin nel tentativo di pressare alto, 2 minuti per tripping ed artiglieria di Pittsburgh schierata al completo alla ricerca dell’immediato vantaggio; ma non ne consegue nulla, il risultato rimane invariato e si arriva così all’ultimo e decisivo periodo sul risultato di parità, giusto per quello che si è visto nel ghiaccio con un tempo “vinto” per parte.

Si ricomincia e dopo aver completato “l’uccisione” del secondo powerplay a favore dei padroni di casa, San Jose si vede nuovamente penalizzata per una collisione piuttosto pericolosa fra Marleau e Rust, con l’esperta right wing degli squali che colpisce la testa del rookie volontariamente a disco distante, arrivano i classici 2 minuti e Pittsburgh torna ad attaccare a testa bassa con l’uomo in più; ma il disco oggi non gira in superiorità numerica, vuoi un Malkin spento e svogliato, vuoi la poca fluidità di movimento di Kessel, in ombra rispetto al recente passato.

La superiorità numerica non aiuta i Penguins a tornare in vantaggio e ad andarci vicino poco più tardi è Jumbo Joe Thornton con una bomba terra-aria che trova la spalla sinistra di Murray dirgli di no con un grande intervento; dall’altra parte ancora Crosby trova un passaggio spettacolare per Hornqvist incapace però di battere il solito Jones sicuro e presente di fronte la gabbia anche sulla botta da angolo impossibile del #87 che respinge non senza difficoltà.

Si arriva così a pochi giri di orologio dal termine e la ruota della fortuna bacia in fronte i pinguini; Letang si lancia in un’azione offensiva che probabilmente non avrebbe il termine sperato se Brent Burns non perdesse la stecca dalle proprie mani nel momento clou, il barbuto difensore infatti prima non riesce nel tentativo di rinviare il puck e poi a fermare il passaggio del #58 di casa, che trova il compagno Nick Bonino liberissimo di fronte la gabbia, marcato questa volta in maniera non brillante dal sino a quel momento perfetto Paul Martin, altro top shelf sopra la spalla destra di Jones e disco che finisce alle spalle del portierone di San Jose facendo esplodere il pubblico di casa. 3-2 Pittsburgh a 153 secondi dal termine.

Ben Lovejoy tenta di combinare la frittata trattenendo nella successiva azione Patrick Marleau e quando mancano 128 secondi dal termine San Jose ha l’occasione per pareggiarla con l’uomo in più; DeBoer toglie anche Jones portando così il suo team alla doppia superiorità numerica che però non porta a nulla, se non ad alcuni tentativi da lontanissimo dei padroni di casa di centrare il bersaglio; gara 1 è nelle mani dei Penguins che partono in vantaggio in questa serie finale.

Era dal lontano 2006 che una formazione della Eastern Conference non riusciva a partire avanti nella serie decisiva, gli ultimi a riuscirci infatti furono i Carolina Hurricanes contro gli Edmonton Oilers (i quali poi portarono a casa la Stanley Cup).

Gara 2 è prevista per la notte italiana fra mercoledì e giovedì; il 2 giugno, essendo festa nazionale in Italia, (quasi) tutti potremmo rilassarci, è dunque obbligatorio impostare le proprie sveglie alle ore 2:00 per seguire lo spettacolo della NHL nel momento più caldo della stagione che sta volgendo velocemente al termine.

#atelalineaFrancesco

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

E’ ORA DI BATTERE TAMPA BAY!

531288894_slide

Gara 2 diventa già un passo decisivo nella serie iniziata malissimo contro Tampa Bay

Nella notte italiana fra venerdì e sabato è andato in scena il primo atto della Finale di Eastern Conference fra i nostri Penguins ed i Tampa Bay Lightning con il risultato finale che non ci ha sorriso; i Bolts infatti hanno espugnato il Consol Energy Center di Pittsburgh con il risultato di 3-1 al fronte di una prestazione assai deludente dei nostri ragazzi, forse la prima di questa post season non all’altezza della situazione.

E’ giunta così la quarta sconfitta su quattro incontri stagionali disputati contro la formazione allenata da Jon Cooper che fa delle veloci ripartenze la propria forza ed anzi, su due piedi, direi proprio che è l’unica letale arma che posseggono Kucherov, Palat & company.

Orfana sino ad ora del proprio capitano, Steven Stamkos, Tampa Bay si è sbarazzata senza troppi pensieri nei primi due turni dei playoff di Detroit Red Wings e New York Islanders, lasciando solo le briciole alle due compagini, eliminate entrambe con lo score di 4-1.

531293338_slide

Ben Bishop ha subito un infortunio durante gara 1 e difficilmente disputerà gara 2; anche lo scorso anno in Finale di Stanley Cup Vasilevskiy subentrò a Bishop e vinse la gara in questione, perse però la successiva giocandola da Starter…speriamo che questa statistica venga ripetuta!

Ora oltre al già citato Stammer ed al possente difensore Anton Stralman si aggiunge alla lista degli infortunati il fortissimo goalie Ben Bishop, uscito dopo 12 minuti di gioco di gara 1 contro Pittsburgh a seguito di un brutto movimento compiuto dalla gamba sinistra, presumibilmente dal ginocchio; le ultime notizie lo danno in “day-to-day” ma sembra assai improbabile la sua presenza in gara 2.

Il 21enne Vasilevskiy dunque sarà lo Starter Goalie in una gara che per i nostri diventa pressochè decisiva, andare infatti a Tampa sul risultato di 0-2 non sarebbe un buon viatico.

Coach Sullivan ha lasciato intendere che si aspetta molto di più (ed anche noi!!) dai nostri due fenomeni Sidney Crosby ed Evgeni Malkin, ancora una volta in ombra dopo aver disputato una serie tutt’altro che fenomenale contro Washington (nonostante il passaggio del turno).

531295984_slide

Esultano i Bolts mentre Malkin è piegato sulle ginocchia: altra prova sottotono del #71 da cui tutti noi si aspetta una scossa

Altra nota dolente di gara 1 è sicuramente l’ennesima prova insufficiente da parte di Olli Maatta che specialmente nella prima rete di Killorn è stato preso in giro dal #17 avversario con un movimento che lo ha letteralmente mandato “a farfalle”; è notizia di oggi la probabile esclusione del giovane finlandese in gara 2, Justin Schultz infatti è stato affiancato a Sergei Gonchar durante gli allenamenti con tattiche previste anche nella seconda linea difensiva in powerplay, situazione che dovremmo sfruttare meglio nelle prossime partite se vogliamo iniziare ad impensierire una squadra che sin’ora sembra non soffrire la nostra pressione.

Appuntamento per domani notte alle ore 2:00 per gara 2 nel nostro Gruppo Facebook per commenti pre, durante e post gara ed ovviamente nella nostra Pagina Facebook per news, curiosità ed altro…

#PARTYHARD

LET’S GO PENS!!!

Ad un passo dalla Finale di Conference

Buongiorno popolo pinguino!!

Dopo le 2 vittorie casalinghe conquistate durante l’arco di questa settimana ci ritroviamo con la nostra tazza di caffè in mano ed il cellulare nell’altra all’accorgerci di una gara 5 fra i nostri Penguins ed i Capitals che ci toglierà molte ore di sonno della notte italiana fra sabato e domenica; quest’oggi infatti a partire dalle ore 1:15 andrà in scena il primo elimination game per Washington, e, dall’altra parte, il primo match point a favore di Pittsburgh.

cut (1)

L’esultanza del nostro #72 dopo aver realizzato l’overtime goal in gara 4!

L’overtime goal di Patric Hornqvist ci ha consentito di spuntarla meritatamente in una tiratissima gara 4 disputata senza l’apporto del nostro miglior difensore, quel Kris Letang sotto il mirino di ogni “hater” della nostra squadra che ne chiedeva, tramite messaggi e commenti sul web, una squalifica maggiore.

Il nostro #58 rientrerà invece stabilmente in line up questa notte e con ogni probabilità dovrebbe prendere il posto di Justin Schultz visto un tantino in difficoltà alla sua prima presenza in questi playoff dopo una Regular Season disputata piuttosto bene da quando è stato acquisito da Edmonton.

Noi tutti della IPF vogliamo poi fare le nostre più sentite condoglianze allo stesso Letang e famiglia: sua moglie nella giornata di giovedì ha subito la perdita dei gemelli che portava in grembo e che avrebbe dato presto alla luce. Una tristissima notizia che mai avremmo voluto sentire.

Tornando alla gara di quest’oggi non sembra impossibile che rientri sul ghiaccio anche Olli Maatta, assente dalla prima sfida quando subì il vigliacco intervento alla testa da Brooks Orpik che invece sconterà proprio in gara 5 l’ultimo turno di squalifica.

Appuntamento alle ore 1:15 italiane dunque, come sempre nel nostro Gruppo Facebook per seguire la partita insieme fra esultanze, insulti, disperazioni e festeggiamenti e con gli aggiornamenti tramite la nostra Pagina Facebook.

POW-FEHR PENGUINS: PAREGGIATA LA SERIE

Lungi da me spiegare i motivi della nostra lunga assenza in questo blog, il primo ed unico in Italia dedicato ad una squadra NHL, riprendiamo la tendenza proprio nel giorno di festività dedicato a tutti i lavoratori del bel paese.

I nostri Pittsburgh Penguins ci hanno regalato un’ottima domenica festiva andando a pareggiare nella notte italiana la serie in quel di Washington con una prestazione maiuscola, resa ancor più sublime data l’assenza dopo pochi minuti di gioco di un elemento della difesa (Maatta out dopo essere stato colpito duramente alla testa da Orpik) la quale ha resistito all’assalto dei capitolini disputando un match davvero sontuoso nonostante avessero sulle gambe un minutaggio decisamente superiore alla media (basti pensare che Kris Letang ha chiuso la gara con 35:22 passati sul ghiaccio!).


526700610_slide

Maatta viene aiutato da Bonino e Daley ad uscire dal ghiaccio: il giovane finlandese infatti pareva molto stordito dopo la botta subita da Orpik che ora è sotto indagine da parte della NHL per l’intervento avvenuto con il disco molto lontano da Olli

Il goal dell’ex Eric Fehr a 4:28 dal termine ha indirizzato la gara verso la nostra sponda, gara che diciamola tutta, abbiamo vinto strameritatamente dopo aver dominato per 40 minuti, subendo le iniziative della squadra di casa solamente nell’inizio del terzo periodo in cui, complice una penalità subita da Letang, abbiamo concesso l’unica rete messa a segno dai Caps, con Johansson abile a infilare il puck alle spalle di Murray dopo una conclusione di Carlson stoppata ma non trattenuta dal nostro goalie.

I primi due periodi hanno visto la nostra squadra spingere costantemente nel terzo difensivo di Washington costringendo più volte Holtby al miracolo; Carl Hagelin su servizio delizioso di Nick Bonino (altra grandissima partita del #13 dopo gara 1 chiusa con 1 goal ed 1 assist) riesce a battere il portierone dei Caps al settimo di gioco della seconda frazione, chiusa in vantaggio di una sola rete nonostante le numerose opportunità avute anche in situazione di superiorità numerica.

526700612_slide

Carl Hagelin esulta dopo la rete dell’1-0 su servizio delizioso di Nick Bonino

Il powerplay infatti è una delle note negative della serata, Washington difende benissimo, blocca diversi tiri dando respiro al proprio goalie e porta i nostri all’errore pressando il portatore del disco sin da subito, sarà importante d’ora in avanti sfruttare meglio le occasioni poichè abbiamo notato quanto fallosa sia questa squadra e quando non concretizzi ben 5 possibilità (che vogliono dire 10 minuti dei 60 totali in superiorità numerica!) hai ricevuto una benedizione dall’alto nell’essere riuscito comunque a spuntarla!

526686988_slide

Capitan Crosby (assente ingiustificato nelle prime 2 gare della serie) si complimenta a fine gara con Matt Murray, il giovane goalie ha stoppato molto bene gli assalti dei Capitals nel terzo periodo e nel finale concitato di gara

Nota molto positiva invece (dopo, a mio parere, una prima gara abbastanza insicura) il nostro goalie Matthew Murray, decisivo nel momento più delicato, ossia negli ultimi minuti, quando con un paio di interventi piuttosto sicuri ha chiuso la gabbia dall’attacco a testa bassa dei Capitals.

Gara 3 è prevista per la notte italiana fra lunedì e martedì, precisamente alle ore 2:00!

Come sempre le gare vengono seguite in diretta con commenti, insulti, consigli e molto altro ancora fra i membri (saliti a 55!) affiatati del Gruppo Facebook mentre ad ogni fine periodo un post verrà pubblicato dal nostro amministratore Alessandro tramite la Pagina Ufficiale Facebook della IPF.

NEXT GAMES:

  • Gara 3: lunedì ore 2:00 Capitals @ Penguins
  • Gara 4: mercoledì ore 2:00 Capitals @ Penguins
  • Gara 5: sabato orario da definire Penguins @ Capitals

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

 

SI VA A NEW YORK SULL’1-1

Dopo 2 gare di playoff torniamo a scrivere qualcosa nel nostro Blog, troppo alta è stata la tensione in questi giorni anche per noi che viviamo le partite dei nostri Pens dal divano di casa e non sul ghiaccio come i nostri beniamini.

521581936_slide

Abbiamo visto tutti come possa cambiare completamente il vento durante pochi, anzi pochissimi minuti di gioco, tant’è che sfido chiunque a metà del secondo periodo di gara 2 avesse puntato in quel preciso istante un paio di euro sulla vittoria dei Rangers; ed invece in 4 minuti e 14 secondi di gioco siamo riusciti a subire la bellezza di 3 reti, compiendo ogni errore possibile inimmaginabile, facendoci travolgere da ciò che negli anni è stato il nostro più grande difetto, ossia, la poca personalità.

Mai come in quei momenti una hit, una fight, un giocatore capace di creare un po’ di scompiglio sarebbe servito, ma ahimè nella nostra rosa attualmente player di quel calibro non ne abbiamo neanche mezzo; per questo motivo un Tom Sestito potrebbe risultare utile alla causa in gara 3; ma proprio nella giornata di ieri è stato rimandato ai nostri affiliati in AHL…

Dunque con ogni probabilità gli uomini rimarranno gli stessi ma andiamo a capire quali possibili movimenti potrebbe apportare coach Sullivan in quel di New York.

521581934_slide

Il rientro di Evgeni Malkin dopo una lunga assenza per infortunio non ha inciso come si sperava…un suo plausibile utilizzo in linea con Sidney Crosby potrebbe essere l’idea più giusta visto l’ovvio stato di forma non al 100% del #71

Se la quarta linea formata da Kuhnhackl, Cullen e Fehr non si tocca (anche per le loro grandissime capacità in situazione di penalty kill), la terza con Bonino, Kessel ed Hagelin è risultata essere la migliore in gara 2 mentre la seconda, con il rientrante Malkin a guidare la truppa formata dalle velocissime ali Rust (anch’egli al rientro dopo l’infortunio) e Sheary con ogni probabilità sarà riconfermata in toto per fargli prendere un’alchimia migliore di quella vista nel primo match disputato assieme; ciò che rimane è dunque il terzetto della prima linea, dove Hornqvist (sugli scudi in gara 1 con uno strepitoso hat trick) e Sidney Crosby sono gli intoccabili, mentre a nostra opinione Chris Kunitz risulta oramai un peso, un giocatore da troppo tempo poco preciso e del tutto non determinante per le sorti di una partita…

Siamo a conoscenza anche delle idee di coach Sullivan che vorrebbe provare (ed è stato provato anche nell’ultima gara) una prima linea formata da Crosby, Malkin e Hornqvist con Kunitz a scalare in una possibile quarta linea con Fehr spostato da Right Wing a Centro in una seconda (o terza) linea provvisoria allineato con Sheary e Rust.

Tutto è possibile con coach Sullivan, uomo che in questi mesi ci ha abituati a cambiamenti di linee e di uomini ogni qual volta le cose non andassero per il meglio, tant’è che siamo certi di poter vedere delle novità nella gara che andremo ad affrontare al Madison Square Garden nella notte italiana di martedì.

Quest’oggi ne sapremo di più al termine degli allenamenti che con ogni probabilità ci chiariranno alcuni dei nostri punti interrogativi.

Ma se l’attacco in gara 2 non ha prodotto ciò che speravamo il vero problema dei Pens è stato il reparto arretrato, dove la coppia formata da Kris Letang ed Olli Maatta ha ballato come non mai e la seconda linea Dumoulin-Daley non ha dato le sicurezze del passato (regalando anche il goal del momentaneo 1-4 di Kreider), tant’è che un’avvicendamento fra Maatta e Daley sarebbe per tutti noi una delle cose da proporre in vista della prima sfida sul ghiaccio newyorkese.

Maatta infatti non ha il passo per coprire le falle lasciate dal compagno di linea Letang nelle sue avanzate e se non viene aiutato da qualche compagno dell’attacco viene spesso lasciato in balia degli avversari che in ogni occasione se lo bevono molto facilmente; noi tutti infatti abbiamo notato la clamorosa lentezza con la quale si muove il giovane finlandese e siamo sempre più perplessi a riguardo delle sue reali potenzialità.

Infine dalle risposte date nelle interviste del post partita coach Sullivan ha lasciato intendere di voler riportare in line up Justin Schultz e rimetterlo in linea con Ian Cole, la coppia infatti si era distinta nella lunga serie di vittorie messa a segno in Regular Season per la grande alchimia, la capacità di inserimenti di Schultz infatti veniva ben coperta da Cole, modo per cui probabilmente Lovejoy verrà scratchato in gara 3.

521586748_slide

Jeff Zatkoff ha disputato 2 buonissime gare alla difesa della nostra gabbia ma in gara 3 con ogni probabilità ritroveremo il nostro starter Marc Andre Fleury

Dall’attacco alla difesa giungiamo alla gabbia, dove Jeff Zatkoff ha fatto tutto ciò che ha potuto (forse anche di più!) in ognuna delle due prime gare disputate; un possibile rientro di Marc Andre Fleury andrà a migliorare il nostro roster? Sicuramente, ma non ci sentiamo assolutamente di garantire che il risultato possa cambiare con il #29 in gabbia o il numero #37, il backup infatti non ha nessuna colpa in nessuno dei 6 goal subiti nelle due gare da egli disputate ed anzi specialmente nella prima si è reso protagonista di numerosi interventi decisivi.

Staremo a vedere ciò che succederà, noi saremo sempre a supporto della nostra squadra e del nostro coach!

NOI CI CREDIAMO!!! LET’S GO PENS!!!

 

SARA’ PENGUINS vs RANGERS, ANCORA UNA VOLTA!

Con la sconfitta subita nell’ultima gara di Regular Season dai New York Islanders abbiamo conosciuto quale sarà la nostra avversaria ai prossimi playoff che saranno dunque i New York Rangers.

rangers-vs-penguins

Per il terzo anno consecutivo dunque dobbiamo affrontare la formazione della grande mela che nelle ultime due occasioni ci ha eliminati, 2 anni fa con una rimonta clamorosa nella serie in cui conducevamo 3-1, mentre lo scorso anno con un pesante 4-1 con tutte e cinque le gare concluse con il risultato di 2-1, insomma ce la giocammo ma non riuscimmo mai a trovare la via del goal contro uno dei goalie più forti del pianeta, parlo ovviamente di Henrik Lundqvist.

La serie avrà inizio mercoledì e disputeremo le prime 2 gare fra le mura amiche del Consol Energy Center.

Tutti uniti verso la vittoria!! Quest’anno possiamo farcela!!

LET’S GO PENS!!!