SHARKS VITTORIOSI ALL’OVERTIME: SERIE SUL 2-1

“Amo gli adolescenti perchè tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta”; Jim Morrison, storico leader dei The Doors, scrisse questa frase almeno una cinquantina d’anni fa, quando sia Pittsburgh Penguins che San Jose Sharks non erano nemmeno nate.

Gara 3 è la prima volta per San Jose, gara 3 è la prima volta per Joonas Donskoi, gara 3 è la prima volta perMatthew Murray: gli Sharks trovano la loro prima vittoria assoluta in una serie finale, e lo fanno conquistando la prima vittoria al fronte di quattro tentativi andati male all’overtime in questi playoff, il 24enne rookie finlandese timbra il suo primo goal assoluto nelle Finals, mentre il 22enne goalie di Pittsburgh sarà criticato da media ed addetti ai lavori nel dopo gara per due reti subite che gridano vendetta.

Questa finale di Stanley Cup 2016 prosegue dunque a regalarci colpi di scena e prime volte anche in quest’ultima sfida, terminata quando i cinguettii degli uccellini e l’alba nel bel paese ci stavano prendendo per mano accompagnandoci al rush finale.

Andiamo a raccontare ciò che i nostri occhi hanno visto nella notte italiana fra sabato e domenica, era quasi un“win or die” per San Jose che sotto 2-0 nella serie non poteva assolutamente sbagliare, solamente una franchigia nella storia della NHL infatti è riuscita a rimontare in finale di Stanley Cup dal risultato di 0-3 portando poi a casa l’ambitissimo trofeo, stiamo parlando di una serie vecchia di 74 anni, disputata fra Detroit Red Wings e Toronto Maple Leafs, con i canadesi artefici del “miracolo”.

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Lo spettacolo messo in atto nel prepartita allo Shark Tank, la tana degli squali ha trascinato San Jose alla vittoria in questa gara 3, meritatamente

GAME 3: Penguins @ Sharks 2-3 OT (Pittsburgh lead series 2-1)

Il Sap Center di San Jose, pieno in ogni ordine di posto, regala uno spettacolo da brividi come intro ad una gara che di brividi ne regalerà parecchi; le luci accecanti dell’Arena accompagnano l’ingresso sul ghiaccio delle due squadre che solo in un elemento non sono le stesse di quelle viste in gara 2: Tomas Hertl infatti non sarà della partita a causa di una lower body injury, al suo posto in prima linea viene spostato William Karlsson ed in quarta viene ributtato nella mischia Dainius Zubrus dopo l’esclusione nell’ultima partita.

E’ un duro colpo per San Jose, proprio Hertl infatti nelle prime due sfide della serie è risultato essere uno dei migliori della formazione allenata da coach DeBoer.

L’inizio non è dei migliori per i padroni di casa che dovrebbero spingere sin da subito nell’acceleratore, ma ilforecheck di Pittsburgh si fa sentire e mette in crisi la difesa Sharks che prima resiste in inferiorità numerica (high sticking di Ward su Sheary) poi però alla prima vera occasione (dopo 5:29 di gioco) soccombe: pasticcio di Martin Jones che non riesce a stoppare un disco innocuo dietro la gabbia consentendo la giocata prima a Matt Cullen, il cui tiro però non impensierisce più di tanto il goalie e poi ad Eric Fehr che da ottima posizione spedisce il disco a lato, Dillon spazza l’insidioso puck proprio nella posizione conquistata da Ben Lovejoy che non ci pensa due volte, scaglia un tiro che senza dubbio finirebbe fuori dallo specchio della porta, ma la gamba sinistra di Roman Polak devia il disco che si infila beffardamente alle spalle di un colpevole Jones.

1-0 Penguins ed Arena ammutolita.

Passano appena quattro minuti nei quali Pittsburgh sembra padrona del ghiaccio e Justin Braun, servito da Thornton dopo un bel lavoro alla balaustra di Karlsson, scaglia dalla blu un tiro sul quale Murray coperto dal compagno di squadra Letang non vede partire ne tanto meno arrivare, goalie immobile e risultato che torna in parità alla prima reale occasione da goal per San Jose. E’ il secondo goal consecutivo per il difensore di San Jose, secondo totale in questa post season.

Da quell’istante si genera il momentum a favore degli Sharks che iniziano a pressare altissimo, bombardare di hit ogni avversario (Letang e Crosby i maggiori candidati) ed a generare occasioni da goal; tutta questa pressione però rischia di ritorcersi contro quando Paul Martin sbaglia clamorosamente un tempo di gioco lasciando un’autostrada sul suo lato del ghiaccio a Phil Kessel, il quale però si fa ipnotizzare da Martin Jones che si riscatta alla grande dopo un’inizio piuttosto titubante.

Si va al primo riposo sul risultato di parità, giusto per ciò che si è visto sul ghiaccio nei primi 20 minuti.

Alla ripresa invece ciò che vedremo ha dell’incredibile, per tutto il secondo periodo infatti San Jose bombarda Murray, andando vicinissima al goal prima con Brent Burns (assist meraviglioso di Karlsson) il cui tiro però viene stoppato alla grande dal goalie di Pittsburgh, poi con Joel Ward lanciato in un due contro uno da un’servizio ottimo di Tierney, poi con Logan Couture la cui conclusione termina sul palo interno alla sinistra di Murray ed uscire fortunosamente dalla zona rischio dopo un rimbalzo sul pattino di Fehr ed infine ancora una volta con Burns in situazione di powerplay trovando sempre pronto però il goalie Murray a dire di no.

Ecco così che oltre al danno, a 53 secondi dal termine di un tempo pressochè dominato (un paio di occasioni sono arrivate anche per Pittsburgh con Kunitz ed Hornqvist stoppati entrambi da un ottimo Jones), arriva la beffa: Lovejoy scaglia un tiro dalla blu, Patric Hornqvist, posizionato come sempre di fronte alla gabbia, lo devia di quel tanto che basta per farlo finire alle spalle di Jones, incolpevole stavolta e nuovamente battuto, riportando così avanti a sorpresa Pittsburgh.

E’ l’ultima emozione del secondo periodo? Assolutamente no, ad un decimo di secondo dal suono della sirena Joonas Donskoi da posizione favorevolissima sparacchia malamente il puck sulla balaustra a Murray battuto; in tutta la gara i tiratori di San Jose cercano di colpire l’angolo alto a sinistra del goalie di Pittsburgh, spesso coperto “malino” dal 22enne rookie statunitense, sbagliando troppe volte la mira. Tutto rimandato dunque nel terzo periodo.

Pittsburgh quando chiude in vantaggio dopo 2 tempi è 49-0-1 in tutto l’arco della stagione con l’unica sconfitta arrivata all’overtime di gara 5 delle Finali di Conference.

Nei primi minuti sembra tenere a bada le avanzate degli squali, ecco però che si genera il momentum che indirizza la gara verso San Jose: Nick Bonino colpisce al volto con la stecca Joe Thornton, 4 minuti di penalità ed artiglieria pesante Sharks sul ghiaccio alla ricerca disperata del goal del pareggio.

Sono 3 minuti e 50 di bombardamenti, murati splendidamente dalla difesa Penguins (che chiuderà con ben 38blocked shots) che si concede però il lusso di tentare la sfuriata offensiva nonostante l’uomo in meno: è un errore che viene pagato a caro prezzo, Letang infatti non controlla il puck in attacco e consente la ripartenza in 3 contro 2 a San Jose con Joel Ward che appena entra nel terzo offensivo tenta, senza grandi speranze, la botta dalla distanza, errore clamoroso di Murray che manca l’intervento apparentemente molto semplice con il guantone e permette al puck di infilarsi alle proprie spalle con la gara che ritorna in parità ad 1 secondo dal termine della penalità inflitta a Bonino; incredibile come si sia generata questa occasione dopo che tutti gli elementi sul ghiaccio schierati in penalty kill da coach Sullivan avevano sacrificato anima e corpo alla difesa del vantaggio, talvolta però la mentalità offensiva di Pittsburgh è un’arma a doppio taglio e questo è il più classico dei rovesci della medaglia.

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Matt Murray raccoglie desolato il puck finito clamorosamente alle sue spalle da un innocuo tiro dalla blu scagliato “ad occhi chiusi” da Joel Ward: primo vero erroraccio del goalie di Pittsburgh in questi playoff che si ripeterà in occasione del goal vittoria per San Jose…una serata da dimenticare in fretta per il 22enne

Paradossalmente il goal che dovrebbe rigenerare San Jose e stendere l’umore di Pittsburgh riporta invece a galla i patemi degli Sharks visti nelle prime due gare di questa serie.

I Penguins imbrigliano San Jose con la loro velocità e rischiano di vincere la gara a pochi secondi dal termine dei tempi regolamentari con un tiro di Kris Letang parato con il gambale da un monumentale Martin Jones che rimanda così il verdetto per la seconda volta consecutiva ai tempi supplementari.

Come spesso accade con Pittsburgh l’overtime non può durare molto, l’hockey veloce imposto da Sullivan genera opportunità e troppe volte concede agli avversari occasioni ghiotte, la prima arriva dopo meno di un minuto dalla stecca di Burns che con una botta dalla blu scalda i gambali di Murray, abile a dire di no anche ai successivi tentativi sul rebound di Thornton e Couture.

Passano 5 minuti apparentemente tranquilli ed ecco che Letang colpisce da lontano, Jones salva ma non potrebbe nulla sul tap in volante di Nick Bonino che per questione di centimetri non entra in porta lasciando vivi i sogni di San Jose.

E’ un overtime bellissimo, altro capovolgimento di fronte ed il disco della vittoria è sulla stecca di Jumbo Joe Thornton ma ancora una volta Murray stoppa il barbuto attaccante alla ricerca disperata del primo goal in queste Finals.

Passano 30 secondi ed una carica di Kunitz alla balustra costringe all’errore Vlasic, il disco arriva incredibilmente a due passi da Jones, per il miglior Evgeni Malkin sarebbe un gioco da ragazzi infilarlo in rete, per questo Malkin non è una novità invece mancare il pieno impatto col disco facendolo finire clamorosamente fuori dallo specchio della porta; è la più classica delle sliding doors, passano solo 4 minuti e Joonas Donskoi (dopo un lavoro fondamentale in forecheck di Karlsson, vero fattore in questa gara 3) batte con un tiro carico di furbizia e tecnica sul suo palo un Matt Murray ancora una volta colpevole, è finita, gli Sharks sono vivi e possono tirare un gran sospiro di sollievo dopo essersi goduti l’esplosione di tutta l’Arena carica di gioia per la prima vittoria in una serie finale.

Lunedì andrà in scena il quarto episodio di questa combattutissima sfida che potrebbe riportare il discorso in parità oppure lanciare Pittsburgh sul 3-1; per quanto visto quest’oggi possiamo dire che la vittoria degli Sharks è stata meritatissima, non lasci fraintendere il numero dei tiri in porta che racconta di un 42 a 26 a favore dei Penguins, San Jose ha creato tantissimo venendo stoppata come detto in precedenza per ben 38 volte dalla difesa di Pittsburgh prima che il puck potesse generare opportunità verso la gabbia di Murray.

Altro fattore della serata è stata sicuramente la marcatura quasi “a uomo” di Marc Eduard Vlasic su capitan Sidney Crosby, visto per la prima volta frustrato e assolutamente inoffensivo ogni qualvolta disponeva del puck; poche, anzi pochissime le occasioni create infatti dalla prima linea di Pittsburgh che comunque ha trovato la via del goal con Hornqvist ma non ha per nulla convinto durante l’arco dei 72 minuti; invano anche il tentativo di Sullivan di portare Malkin in linea con Crosby, troppo lontano dai giorni migliori il russo che si è fatto notare in positivo solamente per aver conquistato il 60% dei faceoff disputati, statistica nella quale troppe volte chiude le gare in negativo.

Joe Thornton al termine della gara racconta come possa essere stato “fondamentale l’apporto della gente, abbiamo sentito la loro fiducia verso di noi e finalmente siamo riusciti a tornare gli Sharks dei primi 3 turni playoff dimostrando di potercela giocare contro chiunque!“.

Basterà per riportare in parità la serie?


BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

KESSEL E SHEARY SPAZZANO VIA GLI SQUALI: SI VA A SAN JOSE SUL 2-0!!

La seconda gara per la Stanley Cup può indirizzare la serie, con Pittsburgh avanti 1-0 in caso di vittoria Sharks l’inerzia sarebbe tutta verso la California, con il 2-0 invece la scalata degli Squali sarebbe complicata mentre per i Pinguini si aprirebbe un primo grande solco fatto di color argento, con la coppa più bella del mondo verso la Pennsylvania. Ma tra le contendenti può essere un fattore chi in rosa ha un Orso col numero 81 e un “signor nessuno fino ad oggi” col 43, entrambi faranno esplodere l’arena.

Andiamo con ordine però.

San Jose @ Pittsburgh (0-1)

Rust c’è e questa è la prima bella notizia per i padroni di casa, gli Sharks affrontano la marea oro della Consol Energy Center con Thornton, Pavelski e Hertl, linea che fino ad ora ha prodotto 51 punti.

I Penguins rispondono con Crosby, Hornqvist e Sheary ma sul ghiaccio ripropongono anche la linea “Spezza Cuori”, la HBK che ruba al wrestling WWE il nome e vede Hagelin, Bonino e Kessel pronti a sfidare la top line degli Sharks come produzione offensiva.

Il dubbio negli ospiti riguarda Justin Braun, all’euforia per la prima finalissima da giocare si aggiunge il dolore per la perdita del suocero, Tom Lysiak, morto dopo malattia ed ex giocatore di Flames e Blackhawks, col difensore degli Sharks che si presenta regolarmente in campo e si farà notare.

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Crosby è nella maturazione totale, leader, assist man e come visto in gara 1 anche in versione coach, quando spiega sulla lavagnetta le posizioni da far intraprendere ai compagni.

Pronti, via, ma ritmi più bassi rispetto a gara 1, cosa più congeniale a San Jose, la prima conclusione è di Ward dopo un minuto e 50 secondi ma Murray fa buona guardia.

Pittsburgh pare ingabbiata e deve sottostare al livello imposto da San Jose, quando però accelera fa molto male, specie conEvgeni Malkin fresco papà di Nikita e desideroso di far gol.

Il più vicino alla rete è Chris Kunitz ma la traversa dice no dopo gli spaventi alla porta di Jones causati da Sheary, Crosby e dal Genio di Magnitogorsk.

La prima penalità è causata dall’ex Paul Martin e da uno sciagurato disco fuori ghiaccio con conseguente ritardo nel gioco a 7 minuti dalla fine, il power play però non consegna reti.

Pittsburgh nonostante i ritmi bassi continua la sua statistica al tiro, arrivando a toccare un +113 conclusioni in tutta la post season rispetto al totale dei tiri subiti nei playoff, con San Jose che chiude nonostante tutto meglio il primo periodo con il tabellino marcatori vuoto per entrambe.

Thornton e Marleau hanno atteso tantissimo la prima Stanley Cup, 1.367 gare per Joe, 1.411 per Patrick e l’ansia e la paura per essere davanti all’unica occasione della carriera può bloccare le due superstar.

Iniziato il secondo periodo i primi pericoli arrivano dalla quarta linea dei Pens con Cullen e Kuhnhackl ma con un ribaltone di fronte ecco che Hertl recupera il disco a Bonino e in scivolata prova a piazzare il disco dove Murray non copre, palo e spavento locale.

San Jose prova ancora ad abbassare il ritmo, controlla il disco con i difensori Polak e Dillon, pasticcio clamoroso dei due contro la HBK, Hagelin recupera il puck, Bonino tira superando Jones ma la stecca che deposita il rete è diPhil “Ciccio” Kessel, vantaggio, boato e grandissima soddisfazione per il numero 81 dei Penguins, all’ennesima rivincita contro i suoi molteplici detrattori che ora stanno in silenzio.

Per la linea HBK è il punto numero 50, qualcosa di devastante.

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Dopo il gol fallo di frustrazione per Paul Martin, ancora power play ma la penalty killing degli Sharks funziona in maniera ottima nonostante l’assedio.

Pittsburgh quando crea fa male ma non riesce a chiudere la partita, Hagelin colpisce la traversa mentre gli Sharks sbattono spesso su Nick Bonino, col giocatore che sicuramente avrà tanti lividi ma anche un gran cuore.

Il pressing disperato che San Jose inizia nel terzo periodo va a sbattere con le invenzioni di Pittsburgh, Crosby e Malkin provano a inventare qualcosa ma Jones si salva, come si salva Murray con la traversa di Tierney.

Crosby continua ad essere un fattore sul ghiaccio, lo contiene bene solo la prima linea Sharks ma per il resto è sofferenza, lo spavento per gli ospiti è poi su un tiro di Letang che improvvisamente vede il puck rimbalzare e finire vicinissimo alla gabbia di Jones.

Tutto pare indirizzato verso la vittoria con scarto minimo, invece dal nulla il disco arriva a Logan Couture, grande invenzione per Braun che tira e rivede il puck dentro la gabbia di Murray, 1-1 e giustissima soddisfazione per chi combatte col dolore nel cuore, il gol di Justin Braun annienta l’arena locale e di botto fa capire che gli Squali non sono in gita a Pittsburgh.

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E’ overtime e Crosby sicuramente sta prendendo gusto con i grandi discorso da capitano, al rientro sul ghiaccio l’87 vince un ingaggio, serve per Letang che vede il movimento di Conor Sheary, uno dei giovanotti terribili della “Banda Sullivan”, controllo del disco e gol, di botto ecco il boato, il 2-1 finale e il 2-0 nella serie, game, set e match direbbero nel tennis.

Pittsburgh prosegue con la nona vittoria in casa nei playoff, è la terza volta che succede alla franchigia di Lemieux e in due occasioni sono arrivate altrettante Stanley Cup.

Inoltre era dal 2006 che una squadra della Eastern non vinceva la prima gara di Stanley Cup, statistica “causata” dai trionfi a ovest di Detroit, Chicago e Los Angeles.

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Sidney Crosby chiude la gara con l’ingaggio vinto che regala il gol ma non è solo entrare nel tabellino assist per lui, leader anche nel recuperare dischi in difesa e fare quel gioco sporco che solo con Mike Sullivan si è visto fare al capitano dei Penguins e questa vale come lode al coach di Pittsburgh ingaggiato a dicembre.

Se Kessel è “L’Essenziale” con un goleador che non si nasconde nei playoff e anzi pare avere sempre fame il discorso contrario può esser fatto per Marleau e Thornton, ma anche per Pavelski, se i tre non danno la carica al Sap Center di San Jose la scalata verso la coppa sarà irrimediabilmente compromessa.

Prossimi appuntamenti:

Pittsburgh @ San Jose gara 3 4 giugno

Pittsburgh @ San Jose gara 4 6 giugno

BECAUSE IT’S THE CUP!!

SOTTO IL SEGNO DI BONINO: A NOI GARA 1!!

“L’intuizione di un istante talvolta vale una vita di esperienza”; apriamo la nostra analisi della prima gara valevole per la conquista della tanto sognata Stanley Cup con una citazione di Oliver Wendell Holmes, medico, scrittore ed insegnante statunitense degli anni ‘800.

L’intuizione arriva a 2 minuti e 33 secondi dal termine di una partita tiratissima che sembrava essere destinata a dover rimandare l’epilogo all’overtime: il #13 in maglia Penguins, Nick Bonino, sfrutta l’assist delizioso di Kris Letang e senza pensarci troppo, da posizione favorevolissima, tira cercando e trovando lo spiraglio necessario per battere un Martin Jones parso a tratti insuperabile per gli uomini di casa, portando nuovamente in vantaggio i Penguins e facendo esplodere il Consol Energy Center; con questa rete quasi “allo scadere” Bonino permette alla propria squadra di partire avanti nella serie finale di questi spettacolari ed impronosticabili playoffs 2016.

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Scambio di “pugnetti” nel prepartita fra Sid the Kid Crosby ed Evgeni Malkin: il primo danzerà nel ghiaccio creando pericoli a San Jose ogni qualvolta si presenti nel bel mezzo della sua linea, il secondo giocherà per tutta la gara a nascondino con Kessel, grandi assenti di gara 1 disputata nettamente sottotono da entrambe le “stelle” di Pittsburgh

GAME 1: Sharks @ Penguins 2-3 (PIT LEAD 1-0)

9005 giorni dopo aver calcato per la prima volta i ghiacci della NHL i San Jose Sharks sbarcano in finale di Stanley Cup, il sogno conquistato tramite tre turni disputati in maniera sontuosa dalla truppa allenata da coach DeBoer (non nuovo a queste sorprese visto che aveva condotto i New Jersey Devils nel 2012 alla finale poi persa contro i Los Angeles Kings) diventa ben presto un incubo dovuto alla famosa velocità furibonda imposta dalla banda Sullivan; i ragazzini terribili richiamati a stagione in corso dal coach di Pittsburgh (Rust e Sheary) danno quella profondità in più che negli anni passati la formazione della Pennsylvania non riusciva a mettere in atto nella post season.

Il primo periodo infatti è un dominio totale dei padroni di casa che non sfruttano il primo powerplay a favore sbattendo più volte sul corpo sempre ben posizionato di Martin Jones ma riescono a trovare il meritato vantaggio con il solito Bryan Rust abile ad infilare un puck vagante a seguito di una velocissima ripartenza chiusa con il tiro di Justin Schultz bloccato inizialmente da Marc Eduard Vlasic prima di venire come detto scaraventato in rete dal #17 di casa.

Per Rust si tratta della sesta rete in questa post season, record di franchigia per un rookie e record personale di realizzazioni se pensiamo che in 55 gare di Regular Season registrate in carriera il 24enne nativo del Michigan ha totalizzato solamente 5 reti.

Sulle ali dell’entusiasmo Pittsburgh preme sull’acceleratore ed una giocata pazzesca di capitan Sidney Crosby libera al tiro Conor Sheary, top shelf di una precisione chirurgica e Jones nuovamente battuto per il goal del 2-0 che arriva soltanto 62 secondi dopo la prima marcatura, ancora una volta ad opera di un rookie.

E’ la seconda volta nella storia delle finali per la Stanley Cup che le prime due realizzazioni della serie vengono realizzate da due rookie, la prima volta avvenne nel lontano 1924 quando Howie Morenz dei Montreal Canadiens timbrò una doppietta ai danni dei Calgary Tigers.

E’ show allo stato puro, Sidney Crosby smista dischi in quantità industriale in zona offensiva e quando l’87 è sul ghiaccio ogni elemento degli Sharks sembra intimorito, solamente Jones permette alla franchigia della California di non soccombere ulteriormente in un primo periodo che se dovessimo paragonarlo ad un film per San Jose sarebbe ovviamente “Nightmare” con Sid the Kid in versione Freddy Krueger, inafferrabile per la difesa ospite.

Dopo 20 minuti e la bellezza di 15 conclusioni indirizzate verso la porta di Jones si chiude il primo periodo e dopo la pausa a scendere sul ghiaccio del Consol Energy Center sono due nuove squadre.

Rinvigoriti probabilmente dalla strigliata del proprio coach, Pavelski & Co. finalmente prendono il pallino del gioco e mettono in mostra tutto ciò che di buono si era detto nelle varie anteprime della gara, in cui molti analisti ed esperti della NHL avevano definito come potessero essere proprio gli Sharks i reali favoriti per la conquista della Stanley Cup.

Ian Cole compie la sciocchezza che manda San Jose a disputare il primo powerplay della gara; non bastano 100 secondi disputati alla grande dalla formazione di casa per fermare la potenza degli squali in questo frangente,Tomas Hertl trova fortunosamente la deviazione di Olli Maatta che trafigge il proprio goalie Murray tentando invano di chiudere la linea di passaggio cercata dallo slovacco: pattino, five hole, 1-2 e gara riaperta.

San Jose spinge alla grande, tiene testa alle poche (rispetto al primo capitolo) avanzate dei padroni di casa che sbattono su un grande Jones e su un Paul Martin abilissimo nel chiudere gli spazi alla velocità di Kessel, Sheary e compagnia bella; così a meno di due minuti dal termine Patrick Marleau, alla sua prima apparizione in una finale di Stanley Cup a 19 anni dalla scelta al Draft del 1997, si avventa sul disco vagante a seguito della botta tentata dalla blu dal solito Brent Burns, aggira la gabbia difesa da Murray ed in backhand appoggia il disco sul gambale del portierino di Pittsburgh che se lo trascina beffardamente in gabbia, 2-2 e tutto da rifare, con la sensazione per il pubblico di casa che il peggio debba ancora avvenire.

Come l’acqua nel deserto arriva una penalità a togliere il momentum dal favore degli squali, capitan Pavelski sgambetta ingenuamente Dumoulin nel tentativo di pressare alto, 2 minuti per tripping ed artiglieria di Pittsburgh schierata al completo alla ricerca dell’immediato vantaggio; ma non ne consegue nulla, il risultato rimane invariato e si arriva così all’ultimo e decisivo periodo sul risultato di parità, giusto per quello che si è visto nel ghiaccio con un tempo “vinto” per parte.

Si ricomincia e dopo aver completato “l’uccisione” del secondo powerplay a favore dei padroni di casa, San Jose si vede nuovamente penalizzata per una collisione piuttosto pericolosa fra Marleau e Rust, con l’esperta right wing degli squali che colpisce la testa del rookie volontariamente a disco distante, arrivano i classici 2 minuti e Pittsburgh torna ad attaccare a testa bassa con l’uomo in più; ma il disco oggi non gira in superiorità numerica, vuoi un Malkin spento e svogliato, vuoi la poca fluidità di movimento di Kessel, in ombra rispetto al recente passato.

La superiorità numerica non aiuta i Penguins a tornare in vantaggio e ad andarci vicino poco più tardi è Jumbo Joe Thornton con una bomba terra-aria che trova la spalla sinistra di Murray dirgli di no con un grande intervento; dall’altra parte ancora Crosby trova un passaggio spettacolare per Hornqvist incapace però di battere il solito Jones sicuro e presente di fronte la gabbia anche sulla botta da angolo impossibile del #87 che respinge non senza difficoltà.

Si arriva così a pochi giri di orologio dal termine e la ruota della fortuna bacia in fronte i pinguini; Letang si lancia in un’azione offensiva che probabilmente non avrebbe il termine sperato se Brent Burns non perdesse la stecca dalle proprie mani nel momento clou, il barbuto difensore infatti prima non riesce nel tentativo di rinviare il puck e poi a fermare il passaggio del #58 di casa, che trova il compagno Nick Bonino liberissimo di fronte la gabbia, marcato questa volta in maniera non brillante dal sino a quel momento perfetto Paul Martin, altro top shelf sopra la spalla destra di Jones e disco che finisce alle spalle del portierone di San Jose facendo esplodere il pubblico di casa. 3-2 Pittsburgh a 153 secondi dal termine.

Ben Lovejoy tenta di combinare la frittata trattenendo nella successiva azione Patrick Marleau e quando mancano 128 secondi dal termine San Jose ha l’occasione per pareggiarla con l’uomo in più; DeBoer toglie anche Jones portando così il suo team alla doppia superiorità numerica che però non porta a nulla, se non ad alcuni tentativi da lontanissimo dei padroni di casa di centrare il bersaglio; gara 1 è nelle mani dei Penguins che partono in vantaggio in questa serie finale.

Era dal lontano 2006 che una formazione della Eastern Conference non riusciva a partire avanti nella serie decisiva, gli ultimi a riuscirci infatti furono i Carolina Hurricanes contro gli Edmonton Oilers (i quali poi portarono a casa la Stanley Cup).

Gara 2 è prevista per la notte italiana fra mercoledì e giovedì; il 2 giugno, essendo festa nazionale in Italia, (quasi) tutti potremmo rilassarci, è dunque obbligatorio impostare le proprie sveglie alle ore 2:00 per seguire lo spettacolo della NHL nel momento più caldo della stagione che sta volgendo velocemente al termine.

#atelalineaFrancesco

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

E’ ORA DI BATTERE TAMPA BAY!

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Gara 2 diventa già un passo decisivo nella serie iniziata malissimo contro Tampa Bay

Nella notte italiana fra venerdì e sabato è andato in scena il primo atto della Finale di Eastern Conference fra i nostri Penguins ed i Tampa Bay Lightning con il risultato finale che non ci ha sorriso; i Bolts infatti hanno espugnato il Consol Energy Center di Pittsburgh con il risultato di 3-1 al fronte di una prestazione assai deludente dei nostri ragazzi, forse la prima di questa post season non all’altezza della situazione.

E’ giunta così la quarta sconfitta su quattro incontri stagionali disputati contro la formazione allenata da Jon Cooper che fa delle veloci ripartenze la propria forza ed anzi, su due piedi, direi proprio che è l’unica letale arma che posseggono Kucherov, Palat & company.

Orfana sino ad ora del proprio capitano, Steven Stamkos, Tampa Bay si è sbarazzata senza troppi pensieri nei primi due turni dei playoff di Detroit Red Wings e New York Islanders, lasciando solo le briciole alle due compagini, eliminate entrambe con lo score di 4-1.

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Ben Bishop ha subito un infortunio durante gara 1 e difficilmente disputerà gara 2; anche lo scorso anno in Finale di Stanley Cup Vasilevskiy subentrò a Bishop e vinse la gara in questione, perse però la successiva giocandola da Starter…speriamo che questa statistica venga ripetuta!

Ora oltre al già citato Stammer ed al possente difensore Anton Stralman si aggiunge alla lista degli infortunati il fortissimo goalie Ben Bishop, uscito dopo 12 minuti di gioco di gara 1 contro Pittsburgh a seguito di un brutto movimento compiuto dalla gamba sinistra, presumibilmente dal ginocchio; le ultime notizie lo danno in “day-to-day” ma sembra assai improbabile la sua presenza in gara 2.

Il 21enne Vasilevskiy dunque sarà lo Starter Goalie in una gara che per i nostri diventa pressochè decisiva, andare infatti a Tampa sul risultato di 0-2 non sarebbe un buon viatico.

Coach Sullivan ha lasciato intendere che si aspetta molto di più (ed anche noi!!) dai nostri due fenomeni Sidney Crosby ed Evgeni Malkin, ancora una volta in ombra dopo aver disputato una serie tutt’altro che fenomenale contro Washington (nonostante il passaggio del turno).

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Esultano i Bolts mentre Malkin è piegato sulle ginocchia: altra prova sottotono del #71 da cui tutti noi si aspetta una scossa

Altra nota dolente di gara 1 è sicuramente l’ennesima prova insufficiente da parte di Olli Maatta che specialmente nella prima rete di Killorn è stato preso in giro dal #17 avversario con un movimento che lo ha letteralmente mandato “a farfalle”; è notizia di oggi la probabile esclusione del giovane finlandese in gara 2, Justin Schultz infatti è stato affiancato a Sergei Gonchar durante gli allenamenti con tattiche previste anche nella seconda linea difensiva in powerplay, situazione che dovremmo sfruttare meglio nelle prossime partite se vogliamo iniziare ad impensierire una squadra che sin’ora sembra non soffrire la nostra pressione.

Appuntamento per domani notte alle ore 2:00 per gara 2 nel nostro Gruppo Facebook per commenti pre, durante e post gara ed ovviamente nella nostra Pagina Facebook per news, curiosità ed altro…

#PARTYHARD

LET’S GO PENS!!!

POW-FEHR PENGUINS: PAREGGIATA LA SERIE

Lungi da me spiegare i motivi della nostra lunga assenza in questo blog, il primo ed unico in Italia dedicato ad una squadra NHL, riprendiamo la tendenza proprio nel giorno di festività dedicato a tutti i lavoratori del bel paese.

I nostri Pittsburgh Penguins ci hanno regalato un’ottima domenica festiva andando a pareggiare nella notte italiana la serie in quel di Washington con una prestazione maiuscola, resa ancor più sublime data l’assenza dopo pochi minuti di gioco di un elemento della difesa (Maatta out dopo essere stato colpito duramente alla testa da Orpik) la quale ha resistito all’assalto dei capitolini disputando un match davvero sontuoso nonostante avessero sulle gambe un minutaggio decisamente superiore alla media (basti pensare che Kris Letang ha chiuso la gara con 35:22 passati sul ghiaccio!).


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Maatta viene aiutato da Bonino e Daley ad uscire dal ghiaccio: il giovane finlandese infatti pareva molto stordito dopo la botta subita da Orpik che ora è sotto indagine da parte della NHL per l’intervento avvenuto con il disco molto lontano da Olli

Il goal dell’ex Eric Fehr a 4:28 dal termine ha indirizzato la gara verso la nostra sponda, gara che diciamola tutta, abbiamo vinto strameritatamente dopo aver dominato per 40 minuti, subendo le iniziative della squadra di casa solamente nell’inizio del terzo periodo in cui, complice una penalità subita da Letang, abbiamo concesso l’unica rete messa a segno dai Caps, con Johansson abile a infilare il puck alle spalle di Murray dopo una conclusione di Carlson stoppata ma non trattenuta dal nostro goalie.

I primi due periodi hanno visto la nostra squadra spingere costantemente nel terzo difensivo di Washington costringendo più volte Holtby al miracolo; Carl Hagelin su servizio delizioso di Nick Bonino (altra grandissima partita del #13 dopo gara 1 chiusa con 1 goal ed 1 assist) riesce a battere il portierone dei Caps al settimo di gioco della seconda frazione, chiusa in vantaggio di una sola rete nonostante le numerose opportunità avute anche in situazione di superiorità numerica.

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Carl Hagelin esulta dopo la rete dell’1-0 su servizio delizioso di Nick Bonino

Il powerplay infatti è una delle note negative della serata, Washington difende benissimo, blocca diversi tiri dando respiro al proprio goalie e porta i nostri all’errore pressando il portatore del disco sin da subito, sarà importante d’ora in avanti sfruttare meglio le occasioni poichè abbiamo notato quanto fallosa sia questa squadra e quando non concretizzi ben 5 possibilità (che vogliono dire 10 minuti dei 60 totali in superiorità numerica!) hai ricevuto una benedizione dall’alto nell’essere riuscito comunque a spuntarla!

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Capitan Crosby (assente ingiustificato nelle prime 2 gare della serie) si complimenta a fine gara con Matt Murray, il giovane goalie ha stoppato molto bene gli assalti dei Capitals nel terzo periodo e nel finale concitato di gara

Nota molto positiva invece (dopo, a mio parere, una prima gara abbastanza insicura) il nostro goalie Matthew Murray, decisivo nel momento più delicato, ossia negli ultimi minuti, quando con un paio di interventi piuttosto sicuri ha chiuso la gabbia dall’attacco a testa bassa dei Capitals.

Gara 3 è prevista per la notte italiana fra lunedì e martedì, precisamente alle ore 2:00!

Come sempre le gare vengono seguite in diretta con commenti, insulti, consigli e molto altro ancora fra i membri (saliti a 55!) affiatati del Gruppo Facebook mentre ad ogni fine periodo un post verrà pubblicato dal nostro amministratore Alessandro tramite la Pagina Ufficiale Facebook della IPF.

NEXT GAMES:

  • Gara 3: lunedì ore 2:00 Capitals @ Penguins
  • Gara 4: mercoledì ore 2:00 Capitals @ Penguins
  • Gara 5: sabato orario da definire Penguins @ Capitals

BUCKLE UP BABY BECAUSE IT’S THE CUP!!

 

SI VA A NEW YORK SULL’1-1

Dopo 2 gare di playoff torniamo a scrivere qualcosa nel nostro Blog, troppo alta è stata la tensione in questi giorni anche per noi che viviamo le partite dei nostri Pens dal divano di casa e non sul ghiaccio come i nostri beniamini.

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Abbiamo visto tutti come possa cambiare completamente il vento durante pochi, anzi pochissimi minuti di gioco, tant’è che sfido chiunque a metà del secondo periodo di gara 2 avesse puntato in quel preciso istante un paio di euro sulla vittoria dei Rangers; ed invece in 4 minuti e 14 secondi di gioco siamo riusciti a subire la bellezza di 3 reti, compiendo ogni errore possibile inimmaginabile, facendoci travolgere da ciò che negli anni è stato il nostro più grande difetto, ossia, la poca personalità.

Mai come in quei momenti una hit, una fight, un giocatore capace di creare un po’ di scompiglio sarebbe servito, ma ahimè nella nostra rosa attualmente player di quel calibro non ne abbiamo neanche mezzo; per questo motivo un Tom Sestito potrebbe risultare utile alla causa in gara 3; ma proprio nella giornata di ieri è stato rimandato ai nostri affiliati in AHL…

Dunque con ogni probabilità gli uomini rimarranno gli stessi ma andiamo a capire quali possibili movimenti potrebbe apportare coach Sullivan in quel di New York.

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Il rientro di Evgeni Malkin dopo una lunga assenza per infortunio non ha inciso come si sperava…un suo plausibile utilizzo in linea con Sidney Crosby potrebbe essere l’idea più giusta visto l’ovvio stato di forma non al 100% del #71

Se la quarta linea formata da Kuhnhackl, Cullen e Fehr non si tocca (anche per le loro grandissime capacità in situazione di penalty kill), la terza con Bonino, Kessel ed Hagelin è risultata essere la migliore in gara 2 mentre la seconda, con il rientrante Malkin a guidare la truppa formata dalle velocissime ali Rust (anch’egli al rientro dopo l’infortunio) e Sheary con ogni probabilità sarà riconfermata in toto per fargli prendere un’alchimia migliore di quella vista nel primo match disputato assieme; ciò che rimane è dunque il terzetto della prima linea, dove Hornqvist (sugli scudi in gara 1 con uno strepitoso hat trick) e Sidney Crosby sono gli intoccabili, mentre a nostra opinione Chris Kunitz risulta oramai un peso, un giocatore da troppo tempo poco preciso e del tutto non determinante per le sorti di una partita…

Siamo a conoscenza anche delle idee di coach Sullivan che vorrebbe provare (ed è stato provato anche nell’ultima gara) una prima linea formata da Crosby, Malkin e Hornqvist con Kunitz a scalare in una possibile quarta linea con Fehr spostato da Right Wing a Centro in una seconda (o terza) linea provvisoria allineato con Sheary e Rust.

Tutto è possibile con coach Sullivan, uomo che in questi mesi ci ha abituati a cambiamenti di linee e di uomini ogni qual volta le cose non andassero per il meglio, tant’è che siamo certi di poter vedere delle novità nella gara che andremo ad affrontare al Madison Square Garden nella notte italiana di martedì.

Quest’oggi ne sapremo di più al termine degli allenamenti che con ogni probabilità ci chiariranno alcuni dei nostri punti interrogativi.

Ma se l’attacco in gara 2 non ha prodotto ciò che speravamo il vero problema dei Pens è stato il reparto arretrato, dove la coppia formata da Kris Letang ed Olli Maatta ha ballato come non mai e la seconda linea Dumoulin-Daley non ha dato le sicurezze del passato (regalando anche il goal del momentaneo 1-4 di Kreider), tant’è che un’avvicendamento fra Maatta e Daley sarebbe per tutti noi una delle cose da proporre in vista della prima sfida sul ghiaccio newyorkese.

Maatta infatti non ha il passo per coprire le falle lasciate dal compagno di linea Letang nelle sue avanzate e se non viene aiutato da qualche compagno dell’attacco viene spesso lasciato in balia degli avversari che in ogni occasione se lo bevono molto facilmente; noi tutti infatti abbiamo notato la clamorosa lentezza con la quale si muove il giovane finlandese e siamo sempre più perplessi a riguardo delle sue reali potenzialità.

Infine dalle risposte date nelle interviste del post partita coach Sullivan ha lasciato intendere di voler riportare in line up Justin Schultz e rimetterlo in linea con Ian Cole, la coppia infatti si era distinta nella lunga serie di vittorie messa a segno in Regular Season per la grande alchimia, la capacità di inserimenti di Schultz infatti veniva ben coperta da Cole, modo per cui probabilmente Lovejoy verrà scratchato in gara 3.

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Jeff Zatkoff ha disputato 2 buonissime gare alla difesa della nostra gabbia ma in gara 3 con ogni probabilità ritroveremo il nostro starter Marc Andre Fleury

Dall’attacco alla difesa giungiamo alla gabbia, dove Jeff Zatkoff ha fatto tutto ciò che ha potuto (forse anche di più!) in ognuna delle due prime gare disputate; un possibile rientro di Marc Andre Fleury andrà a migliorare il nostro roster? Sicuramente, ma non ci sentiamo assolutamente di garantire che il risultato possa cambiare con il #29 in gabbia o il numero #37, il backup infatti non ha nessuna colpa in nessuno dei 6 goal subiti nelle due gare da egli disputate ed anzi specialmente nella prima si è reso protagonista di numerosi interventi decisivi.

Staremo a vedere ciò che succederà, noi saremo sempre a supporto della nostra squadra e del nostro coach!

NOI CI CREDIAMO!!! LET’S GO PENS!!!

 

SARA’ PENGUINS vs RANGERS, ANCORA UNA VOLTA!

Con la sconfitta subita nell’ultima gara di Regular Season dai New York Islanders abbiamo conosciuto quale sarà la nostra avversaria ai prossimi playoff che saranno dunque i New York Rangers.

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Per il terzo anno consecutivo dunque dobbiamo affrontare la formazione della grande mela che nelle ultime due occasioni ci ha eliminati, 2 anni fa con una rimonta clamorosa nella serie in cui conducevamo 3-1, mentre lo scorso anno con un pesante 4-1 con tutte e cinque le gare concluse con il risultato di 2-1, insomma ce la giocammo ma non riuscimmo mai a trovare la via del goal contro uno dei goalie più forti del pianeta, parlo ovviamente di Henrik Lundqvist.

La serie avrà inizio mercoledì e disputeremo le prime 2 gare fra le mura amiche del Consol Energy Center.

Tutti uniti verso la vittoria!! Quest’anno possiamo farcela!!

LET’S GO PENS!!!